Assolto nonostante l’impronta digitale fosse “al 100%”: decisivo il supporto del criminologo forense
Un’impronta papillare attribuita con corrispondenza del 100% e una misura cautelare immediata non sono bastate per arrivare ad una condanna. Con una sentenza destinata a far giurisprudenza, il Tribunale di Palermo ha assolto con formula piena un imputato accusato di un delitto avvenuto a Palermo nel 2014, rimettendolo immediatamente in libertà.
I fatti risalgono a oltre dieci anni fa. Dopo un grave episodio criminoso, culminato nell’incendio di un intero appartamento, la polizia scientifica intervenne per il sopralluogo rinvenendo impronte papillari della mano destra su una bomboletta in alluminio di Baygon, presumibilmente utilizzata sulla scena del delitto.

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