Assolto nonostante l’impronta papillare fosse la sua
Una recente decisione giudiziaria ha portato all’assoluzione con formula piena di un imputato, nonostante una corrispondenza del 100% tra le sue impronte papillari e quelle rinvenute sulla scena di un grave delitto avvenuto a Palermo nel 2014. Il caso, complesso e dagli importanti risvolti tecnico-scientifici, si è sviluppato a partire dall’identificazione operata dal sistema AIFIS, la banca dati informatizzata delle forze dell’ordine, che aveva associato cinque impronte della mano destra dell’uomo a quelle rilevate su una bomboletta di alluminio Baygon rinvenuta nell’appartamento dato alle fiamme dopo l’omicidio.
La perfetta corrispondenza e i precedenti penali del sospettato avevano determinato l’immediata applicazione di una misura cautelare. L’avvocato Carmelo Ferrara, difensore dell’uomo, ha tuttavia richiesto una consulenza tecnica al criminologo forense dott. Umberto Mendola, con l’obiettivo di verificare la reale attendibilità del dato indiziario.
